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Benvenuto in Aisla Sardegna

 

 

 

Nasce Il sito web di……AISLA SARDEGNA.


Aisla è nata in Sardegna il 21 Aprile 2007 dal desiderio di condividere le storie personali  e promuovere il confronto  tra operatori sanitari e sociali della nostra isola sulla sla.

Il nuovo  sito web ci aggiornerà continuamente su tutto quello che può mettere a disposizione la scienza, la medicina, il sociale, la ricerca per informare, spiegare, solidarizzare e cercare di dare  speranza e forza ad ogni giorno della nostra vita ed a quella degli ammalati di sla e delle loro famiglie in tutta la Sardegna!!!!

Ogni ammalato sla ha diritto a ricevere tutta l’assistenza domiciliare e le cure necessarie per vivere i suoi desideri ed il suo tempo nella speranza e  nella fiducia, per poter  avere  aspettative di vita durature e dignitose nel rispetto del significato e senso della vita.

Aisla Sardegna lavora per una assistenza qualitativamente e quantitativamente idonea per tutti gli ammalati sla sardi e per allontanare il senso di frustrazione e abbandono che essi a volte sono costretti a vivere e per ottenere un sostegno psicologico  per se ed i propri familiari adatto ad ogni situazione particolare perché di sla  si ammala tutta la famiglia e non solamente un suo componente.

Per questo motivo è nato www.aislasardegna.it .

ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato per la costruzione di questo spazio di aggiornamento e di riflessione, creato e offerto a tutti coloro che vorranno approfondire, sostenere e offrire il loro tempo a chi ha bisogno anche di te che stai leggendo adesso… perché noi tutti……………

ci muoviamo per aiutare chi non può muoversi e perché nessuno debba sentirsi solo!

AISLA SARDEGNA

 

 

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Notizie flash

Ecco una sintesi, curata dal dott. Christian Lunetta,(consigliere nazionale di Aisla onlus, neurologo del Centro Clinico NeMo di MIlano e del Centro di Ascolto e Consulenza sulla Sla di Aisla) degli studi, delle sperimentazioni cliniche e delle principali novità nel campo della ricerca emerse in occasione dell'ultima edizione del Congresso Mondiale sulla Sla, svoltosi a Sidney (Australia) dal 30 novembre al 2 dicembre scorsi.

Nell'occasione, il dottor Lunetta ha rappresentato Aisla Onlus durante il Meeting annuale dell’International Alliance of ALS/MND Associations, federazione mondiale delle Associazioni nazionali dei malati di Sla e dei loro familiari chiamate, nell’occasione, a condividere iniziative e  sviluppare insieme strategie per combattere la Sla.

ETEROGENEITA’ FENOTIPICA NELLA SLA
(Ravits J, University of California, USA)

La marcata eterogeneità nell’espressione di malattia tra i vari pazienti rappresenta un aspetto ormai ampiamente riconosciuto. Tale aspetto è soprattutto evidente nelle fasi iniziali di malattia mentre tende a distinguersi meno nelle fasi avanzate in relazione all’estensione della degenerazione del primo e del secondo motoneurone. quasi tutti i pazienti presentano un esordio dei sintomi focale, suggerendo che la degenerazione motoneuronale ha una ben distinta origine anatomica.
Il successivo grado di coinvolgimento del primo o del secondo motoneurone è altamente variabile, suggerendo una distribuzione  casuale dei fattori patogenetici tra loro.
Il grado di coinvolgimento del primo e del secondo motoneurone sembra rimanere costante lungo il decorso della malattia. La progressione dei segni e sintomi di interessamento del primo e del secondo motoneurone si diffonde in modo contiguo rispettando l’anatomia neuronale. il tasso altamente variabile di progressione è indipendente dall’anatomia della neuropatologia


IL CONTRIBUTO DEI FATTORI GENETICI NELLA SLA
(Nicholson GA, University of Sydney)

Come molte altre patologie  la maggior parte dei pazienti affetti da SLA non presenta altri familiari affetti, e pertanto tal condizione viene definita SLA sporadica. Solo nel 5-10% dei casi la SLA si manifesta in soggetti che hanno presentato nella propria famiglia altri membri affetti (la cosidetta SLA familiare). Negli ultimi anni sono state scoperte alterazioni genetiche a carico di diversi geni quali, SOD1, TDP43, FUS, VCP, OPTN e recentemente C9ORF72. Sommate tra loro, tali alterazioni genetiche ad oggi sono evidenziabili in quasi il 60-70% delle forme familiari e circa il 10% dei pazienti apparentemente sporadici.


IL RUOLO DELLE CURE PALLIATIVE NELLA SLA
(Brennan F, Sydney)

L’attuale assenza di cure in grado di agire significativamente sulla progressione della SLA rende necessario sin dalle prime fasi il coinvolgimento delle cosidette cure palliative.


SESSUALITA' E SLA
(Taylor, Oxford University)

Esistono pochi studi che hanno analizzato l'esperienza delle persone affetta da SLA in relazione alla sessualità e all'intimità. L'Università di Oxford ha effettuato uno studio su 27 pazienti e 14 partners con l'obiettivo di esplorare l'esperienze vissute in relazione alla sessualità e all'intimità.
I risultati dimostrano che la sessualità rappresenta un importante aspetto della vita del paziente con differenze significative da persona a persona. Infatti di fronte la sofferenza, la malattia e la disabilità ingravescente alcuni pazienti sono in grado di adattarsi e altri sperimentano una significativa perdita. Considerando i partners, emergenze una alterazione della relazione di coppia determinata da diversi fattori quali le modificazioni corporee, la disabilità, la presenza di macchinari, la modificazione dei ruoli sessuali, etc.


INTENSITA' DELL'ESERCIZIO FISICO ED EFFETTI SULLA SLA
(Pinto, Lisbon)

L'obiettivo dello studio era quello di valutare gli effetti di un esercizio fisico sul tapis roulant effettuato al 20% dello sforzo cardiopolmonare sulla progressione di malattia. Sono stati studiati 40 pazienti di cui 20 sottoposti al protocollo sperimentale 3 volte a settimana (gruppo G1) e 20 sottoposti ad un protocollo standard (gruppo G2). Nel gruppo G1 si è evidenziato un miglioramento di alcuni parametri respiratori e di resistenza allo sforzo, una riduzione della progressione di malattia misurata con la scala ALSFRS-r e un incremento della sopravvivenza.

LO SPETTRO CLINICO DELLE MODIFICAZIONI COGNITIVE NELLE MALATTIE DEL MOTONEURONE
(Hodges, University of New South Wales, Australia)

Numerosi studi hanno ormai documentato una sovrapposizione tra le Malattie del Motoneurone ed un forma particolare di demenza, la cosidetta Demenza Fronto-Temporale (FTD) si a livello clinico sia a livello patologico. Circa il 10% dei pazienti con FTD sviluppano una Malattia del Motoneurone ma un numero molto più alto presenza modesti segni di disfunzione motoria. Allo stesso modo una proporzione significativa di pazienti presenta caratteristiche ascrivibili alla FTD, intese come modificazioni del comportamento e o delle funzioni cognitive superiori quali la pianificazione, la motivazione e le abilità linguistiche.


FATTORI RISCHIO ESOGENI NELLA SLA
(Huisman, Utrecht, The Netherlands)

La SLA sporadica è probabilmente causata dall’interazione di multipli fattori genetici ed ambientali causanti la degenerazione moto neuronale. L’obiettivo dello studio era quello di determinare l’associazione tra la SLA e fattori ambientali quali: fumo, alcol, farmaci, fattori nutrizionali, tipo di occupazione, esposizione a pesticidi, metalli, traumi elettrici ed attività fisica. Sono stati studiati 700 casi di SLA sporadica e 2100 controlli sani. I risultati hanno evidenziato un rischio incrementato di sviluppare la SLA nei fumatori. Inoltre il fumo si associava a una sopravvivenza minore. Tra le attività lavorative a rischio è risultata quella del settore agricolo. Inoltre si evidenziava un rischio maggiore di SLA nelle persone esposte a cromo, nickel e combustibili (diesel).


SPERIMENTAZIONI CLINICHE

• SALI DI  LITIO E RILUZOLO (Verstraete, Utrecht, The Netherlands)

Sono stati trattati 133 pazienti dal novembre 2008 al giugno 2011. Il litio non ha mostrato benefici sull’andamento della SLA

KNS-760704 o DEXPRAMIPEXOLE (Archibald, Cambridge, USA)

Il dexpramipexolo (o DEX)rappresenta un farmaco con attività di modulatore mitocondriale. Dal punto di vista sperimentale ha dimostrato di migliorare l’efficienza dei mitocondri la cui alterazione risulta coinvolta nella patogenesi della SLA. Lo studio di fase 2 è stato condotto su 102 pazienti di cui 98 hanno completato lo screening. Di questi 48 pazienti sono stati trattati con DEX alla dose di 50 mg al giorno (gruppo 1) e 44 con DEX alla dose di 300 mg al giorno (gruppo 2) per un periodo di 24 settimane. I dati dimostrano che il gruppo 2 ha presentato un trend per una sopravvivenza maggiore e un rallentamento della progressione di malattia misurato con la scala ALSFRS-r. I risultati sono stati incoraggianti per cui è in corso lo studio EMPOWER per il quale sono stati già arruolati 943 pazienti.

• TRAPIANTO CELLULE STAMINALI NEURALI – NEURALSTEM (Glass, Emory University, Atlanta, USA)

Sono stati presentati i risultati preliminari del trapianto intraspinale di cellule staminali neurali in pazienti affetti da SLA. In particolare sono stati reclutati 12 pazienti di cui 6 non deambulanti e 6 deambulanti. I pazienti sono stati sottoposti a trapianto di cellule staminali a livello del midollo spinale nel tratto L2-L4 unilateralmente o bilateralmente. La procedura è stata ben tollerata. Il trial proseguirà per definirne gli effetti terapeutici.

• MEMANTINA (Chan, University of Alberta, Canada)

Farmaco in grado di ridurre gli effetti deleteri del glutammato. Sono stati trattati 20 pazienti,  di cui 11 trattati con una dose di 10 mg due volte al giorno (Gruppo 1) e 9 trattati con una dose di 5 mg due volte al giorno (Gruppo 2) per un periodo di 5 mesi. Oltre al monitoraggio clinico i pazienti sono stati sottoposti a test MUNE per la conta motoneuronale. I dati preliminari evidenziano una buona tollerabilità del trattamento e una minore perdita moto neuronale al MUNE nei pazienti del gruppo 1. L’auspicio è stato quindi quello di futuri studi con un numero più alto di pazienti.

• GSK1223249 (Pradat, Paris)

Sono stati presentati i dati preliminari di uno studio di fase 1 con l’anticorpo monoclonale GSK1223249, che ha la funzione di bloccare la molecola Nogo-A implicata nei processi di inibizione della crescita assonale. Il protocollo al momento è in corso ma i primi dati dimostrano una buona tollerabilità.

• NP001 (Miller, San Francisco, USA)

L’NP001 è una molecola implicata nella regolazione della risposta infiammatoria macrofagica che è stata più volte presa in considerazione nella patogenesi della SLA. Lo studio preliminare è stato effettuato su 32 pazienti, di cui 24 trattati con il farmaco e 8 trattati con il placebo. Il farmaco ha dimostrato di essere ben tollerato e i dati preliminari hanno dimostrato una riduzione nel gruppo di pazienti trattato dei livelli di alcuni biomarcatori quali il CD16. È in corso lo studio per valutare gli effetti sulla progressione di malattia.

• ELETTROSTIMOLAZIONE DIAFRAMMATICA (Onders,  Cleveland, USA)

Il posizionamento di uno stimolatore diaframmatico (Diaphragm pacing o DP) è stato approvato dalla FDA come strategia terapeutica per alleviare i disturbi respiratori nei pazienti con SLA. Dal 2005 al 2009 sono stati sottoposti a posizionamento del DP 66 pazienti con una sopravvivenza media dall’esordio di 4.7 anni.

• HIGH FREQUENCY CHEST WALL OSCILLATION o HFCWO (Brooks, University of North Carolinas, USA)

L’HFCWO è un apparecchio che una volta indossato a livello toracico attraverso delle oscillazioni con una frequenza di 25 al secondo è in grado di mobilizzare le secrezioni bronchiali consentendone una più agevole eliminazione. Lo studio effettuato su 36 pazienti ha evidenziato una significativa riduzione degli eventi infettivi polmonari.